In viaggio tra Twitter e Facebook Ads

Come ogni lunedì, la settimana è iniziata a base di novità e sorprendenti scoperte! Per
questa tappa di SQcuola di Blog era previsto un tour sullo stato dell’arte di due
piattaforme social tra le più conosciute, Twitter e Facebook. A guidarci, la Web
Analyst Alice Passini e la Social Media Consultant Elisa Contessotto, entrambe ex
SQcuolare promosse a coach.
Primo step, Twitter, il re dei social come second screen. Quante volte vi è capitato di
condensare in 140 caratteri un’opinione a caldo su ciò che stavate guardando in tv?
Tranquilli, siete in compagnia del’85% di utenti attivi su questo social! Tutto ciò che
è live pane per i denti di Twitter. Pensiamo ad esempio agli eventi, che trovano
addirittura una propria calendarizzazione con la funzione #Planthemoment, un
elenco “open source” con gli avvenimenti salienti del periodo suddivisi per categorie.

Niente di sorprendente vista la grande componente di realtime di cui la piattaforma di
micro-blogging si nutre. E se davvero il limite dei caratteri salisse a 10.000? Per molti
Twitter perderebbe, insieme alla brevità forzata, anche la sua unicità e dunque la sua
forza. Nel frattempo, per placare la FOMO degli utenti (Fear Of Missing Out – la
paura di essere tagliati fuori dalle informazioni importanti), Twitter ha attivato la
funzionalità “Mentre non c’eri”, mostrandoci i contenuti più interessanti pubblicati
in nostra assenza, e ha introdotto la possibilità di personalizzare la timeline in base
alle preferenze. Da non sottovalutare anche lo strumento “liste”: categorie in cui
suddividere i vari profili di utenti seguiti, in modo da organizzare i propri interessi.
L’obiettivo è limitare il rischio che i tweet più importanti vengano sommersi dai
numerosi aggiornamenti e rendere più scorrevole l’esperienza all’interno della
piattaforma, poiché non vengono visualizzate le interazioni né i tweet sponsorizzati.
Tramite le liste si possono inoltre condurre efficaci strategie di marketing relazionale
e avere vantaggi di visibilità.

Dal punto di vista aziendale, è importante mettere preventivamente a bilancio un
impegno a livello di pianificazione, che può essere semplificato da sistemi di
programmazione dei tweet (Hootsuite, Crowdfire). La piattaforma dei cinguettii vi
ripagherà con un’ottima sede per il Customer Relationship Management. Infatti, è
stato rilevato che il 58% delle persone usa Twitter per chiedere assistenza al brand.

Avere un reparto di Customer Care pronto e reattivo diventa dunque la chiave del
successo. Un altro interessante strumento di business è rappresentato dalle Twitter
Cards: dei tweet arricchiti da altri contenuti multimediali (video, immagini, testi,
app) con l’obiettivo di portare traffico sul nostro sito. Infine, come sempre, solo una
dose costante di monitoraggio può rendere la nostra strategia efficace, sia a livello di
profilo (Twitter Analytics, Tweepsmap, Twitter Counter, Twitonomy) sia degli
hashtag che ci interessano e/o riguardano (Hashtagify, Twubs e Hashtracking).

E su Facebook, la piazza più popolata al mondo come si fa a farsi ascoltare?
Facebook non è gratis ed è ormai indispensabile investire in Facebook Ads per
raggiungere clienti attuali e/o potenziali.
Il primo consiglio è quello di dedicare cinque minuti del nostro tempo per impostare il
Business manager, il tool gratuito ufficiale di Facebook per gestire in unica
interfaccia le proprie pagine Brand e gli account pubblicitari. Questo strumento
agevola il lavoro coordinato in team e semplifica i rapporti, sia operativi sia
economici, con il cliente.
Basta essere amministratore, editor o inserzionista di una pagina Facebook
(attenzione, abbiamo detto pagina!) e avere un metodo di pagamento collegato per
poter iniziare il viaggio nel mondo delle campagne sponsorizzate. Assolutamente da
mettere in valigia un obiettivo, un budget e un’idea! Dall’obiettivo dipende in
maniera diretta il pubblico a cui indirizzare il messaggio, che possiamo (e dobbiamo)
intercettare in modo quanto più preciso possibile incrociando i dati demografici, gli
interessi, i comportamenti e le connessioni che Facebook conosce.

Adesso parte la fase creativa, in cui scegliere il testo e le immagini più accattivanti
per l’audience che vogliamo intercettare senza disubbidire alle linee guida di
Zuckerberg. Fatto questo, partecipiamo con la nostra inserzione a un’asta: più siamo
efficaci, minore sarà il costo della nostra campagna. Vinciamo la sfida contro i tanti
altri inserzionisti che vorrebbero parlare al nostro stesso pubblico se la nostra
promozione è pertinente, di qualità e ben performante, soprattutto nelle prime ore
dopo il lancio. Ma attenzione, non è detto che la promozione che costa meno sia la
migliore, bisogna sempre valutare il costo in relazione al raggiungimento degli
obiettivi finali.

Finito? No! È una volta lanciata la campagna che inizia la sua vera vita. Misurare non
è un’opzione! Facebook ci fornisce degli strumenti interni di monitoraggio che è bene
utilizzare per migliorare la nostra Ads in base alla reazione del popolo di Facebbok.
Se il nostro sito registra più di 3 mila utenti mensili, è utile avvalersi dei Pixel di
conversione per misurare quante azioni concrete abbiamo generato tramite Facebook
e agire in ottica di Remarketing con gli utenti che hanno visitato il nostro website.

Nei confronti del cliente, meglio munirsi di empatia e cercare di rendere la fase di
presentazione dei risultati quanto più personalizzata e chiara possibile. Dobbiamo
seguirlo, guidarlo e comprenderne le esigenze prima di inondarlo di numeri.
Infine, se cercate una ricetta per diventare i supereroi delle Facebook Ads, dobbiamo
deludervi. Solo sperimentando (leggi #facendolo) potremo capire quali
caratteristiche rendono le promo davvero efficaci.

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